Il “Mio Pino”

Ricordo benissimo il primo contatto con gli alberi; singolare è il fatto che il primo è stato con un piccolissimo albero. Per la precisione un abete rosso, che spiccava certamente tra gli altri alberi, ma non per la sua maestosità. Spiccava perché si trovava in un bosco ceduo, tra carpini, rovi, ornelli, noccioli. Forse qualche ciliegio selvatico o qualche castagno.

Brillava del suo verde scuro. Forse aveva un anno. Decisi che dovevo raccoglierlo e portarlo in un posto dove avrebbe potuto crescere meglio. Lo piantai dov’è ancora tutt’oggi, da più di quarant’anni.

Mio nonno mi rimproverò perché non sarebbe sopravvissuto, ma con le sue cure crebbe sempre vigoroso. E ogni tanto il mio sguardo va là, verso “il mio pino” (che poi è un abete, ma allora non lo sapevo). Lo vedo anche da lontano, anche senza il bisogno di avvicinarmici, perché sta su un promontorio esposto.

Penso che sia l’albero a cui sono più affezionato. [presto pubblicherò la foto del “mio pino”]